Alessandro Faraci, Giovanni Coppola, Selenia Principato, Alessandro Scarantino, Antonino Scardamaglia, Giuseppina Ruggieri
INTRODUZIONE: La sicurezza nei laboratori di cardiologia interventistica (Cath Lab) è condizionata da un’elevata complessità procedurale. In Italia mancano strumenti standardizzati e validati per il contesto nazionale, rendendo difficoltosa l’adozione di modelli esteri a causa di divergenze organizzative e normative. Si rende pertanto necessario un intervento metodologico volto a colmare questo gap operativo. OBIETTIVO: Analizzare l’adozione delle pratiche di sicurezza nei 22 Cath Lab della Regione Sicilia e progettare una checklist standardizzata regionale per promuovere l’uniformità delle cure e il miglioramento dei processi assistenziali. MATERIALI E METODI: La mappatura regionale è stata condotta tramite survey, come parte di un progetto di miglioramento della qualità. La definizione delle criticità e la progettazione della checklist sono state guidate dal ciclo PDSA e da un’analisi SWOT. L’analisi dei dati è stata descrittiva, focalizzata sulle fasi di Plan e Do. RISULTATI: Il 91% dei centri (20/22) utilizza una checklist, con marcata eterogeneità: il 68% adotta strumenti personalizzati non standardizzati e il 27% opera senza validazione istituzionale interna. È emerso un consenso unanime (100%) sull’adozione di uno strumento unico. Sulla base di questi risultati e dei principi guida dell’OMS e del Ministero della Salute, è stata progettata una checklist di 17 item, articolata nelle fasi di Sign-in, Time-out e Sign-out, adattata alle caratteristiche organizzative dei Cath Lab. CONCLUSIONI: La mappatura regionale conferma la necessità di superare la frammentazione procedurale. La checklist sviluppata potrà essere proposta al DASOE per l’istituzionalizzazione regionale e offrirà supporto per sicurezza, appropriatezza clinica, audit, classificazione DRG e Piano Annuale Controlli Analitici (PACA).