Roberta Anello, Corinna Michelin, R Caruso, Giuseppina Graceffa, Chiara Creatti
ABSTRACT BACKGROUND: I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) compromettono gravemente la salute fisica e il funzionamento psicosociale, con conseguenze rilevanti non solo per le persone che ne sono affette, ma anche per i loro familiari. La famiglia svolge un ruolo cruciale sia nel riconoscimento precoce dei segnali sia nel sostegno durante il percorso terapeutico. Tuttavia, il vissuto dei genitori che accompagnano i figli nella cura rimane ancora poco esplorato. OBIETTIVO: descrivere le esperienze e il vissuto dei genitori di persone affette da DNA per comprendere l'impatto che ha tale disturbo su tutta la famiglia al fine di migliorarne l'assistenza. METODI: Studio qualitativo descrittivo con approccio riflessivo di Braun e Clarke. Sono state realizzate interviste semi-strutturate faccia a faccia con nove genitori di persone in trattamento presso un Servizio Disturbi del Comportamento Alimentare del Nord-Est Italia. Le interviste sono state audio-registrate, trascritte verbatim e analizzate manualmente. RISULTATI: Sono stati sviluppati cinque temi principali: (1) Prendere consapevolezza dei segnali precoci: il difficile riconoscimento dei segnali precoci; (2) Riorganizzazioni quotidiane e isolamento relazionale della famiglia; (3) Strategie di sopravvivenza; (4) Co-costruzione della cura con i professionisti e valore del supporto tra pari; (5) Sfide emotive, vulnerabilità e speranza nei genitori. Pur sperimentando stress elevato, i genitori mostrano resilienza. CONCLUSIONI: I risultati evidenziano la necessità di un approccio integrato che coinvolga attivamente i genitori lungo tutto il percorso di cura. Valorizzare il ruolo dei caregivers può contribuire a migliorare gli esiti del trattamento e il benessere dell’intero nucleo familiare.